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Visita al “Museo Zoologico” di Catania

Visita al “Museo Zoologico” di Catania

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Visita al “Museo Zoologico” di Catania – Anno Scolastico 2024-2025

L’ Istituto Quirino Maiorana di Catania organizza durante il mese di novembre 2024 per tutte le classi seconde una visita didattica gratuita del Museo Zoologico dell’Ateneo in orario curriculare. I ragazzi, accompagnati dai rispettivi docenti, avranno l’occasione di ammirare una parte della biodiversità animale che popola il nostro pianeta. Il Museo di Zoologia di Catania è un centro di conservazione e ricerca. Nato nel 1853, è il più antico museo scientifico siciliano. Il Museo custodisce collezioni che si concentrano principalmente sulla fauna del Mediterraneo. La collezione entomologica “Ragusa” è la sua raccolta più ampia, ed è costituita da circa 25.000 farfalle. In particolare, sono da segnalare la collezione di oltre 160 uccelli donata nel 1911 dal Circolo dei Cacciatori di Catania; la collezione del Barone Michele Auteri, costituita da un migliaio di uccelli prevalentemente esotici, donata nel 1923 dalla Nobildonna Angelina Paternò Castello di Biscari. Tra i diversi esemplari di mammiferi extraeuropei, anche di grande mole, vi sono, ad esempio, un grande orso polare, un enorme alce canadese, una splendida tigre, leoni,zebre, canguri, koala, e varie altre specie molte delle quali a rischio, va sottolineato che tutti gli esemplari acquisiti dal Museo non sono stati catturati in natura. Il museo ospita anche un elefante imbalsamato, donato nel 1889 dall’ imperatore d’Etiopia Menelik II al re d’Italia Umberto I a seguito della firma del trattato di Uccialli. L’esperienza proposta ha come obiettivo quello di realizzare uno stimolante percorso di conoscenza che porterà gli allievi ad apprezzare come i processi evolutivi agiscono nel tempo sulle specie, modificandole e adattandole all’ambiente dove vivono come, per esempio, il candido e maestoso Orso polare e il piccolo, quasi invisibile tra la vegetazione della savana, Dik Dik di Kirk. I ragazzi, infine, potranno viaggiare indietro nel tempo ripercorrendo, grazie all’esame di crani fossili e la ricostruzione delle facce, l’evoluzione dell’uomo da 6 milioni di anni fa ad oggi.