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“L’essenziale è invisibile agli occhi” (Antoine de Saint-Exupéry)

“L’essenziale è invisibile agli occhi” (Antoine de Saint-Exupéry)

Utente CTIC8BP009-psc

da Ctic8bp009-psc

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“L’essenziale è invisibile agli occhi” (Antoine de Saint-Exupéry)

Esperienza molto coinvolgente per le classi 2 e 3 L della “Maiorana”, in visita al Museo Tattile di Catania, primo del genere in tutta Europa. Durante il percorso, strutturato in varie fasi, i ragazzi sono stati accompagnati da guide non vedenti che li hanno avvicinati empaticamente a vivere la vita dei ciechi (così vogliono essere chiamati) e a “guardare il mondo con altri occhi”. Ne è nato un confronto intenso, fatto di domande, anche personali, che hanno restituito ai ragazzi non solo le difficoltà di chi non vede fisicamente, ma anche il senso ed il valore dell’ “andare oltre”, del vivere le sensazioni in modo più intenso quando si impara a “sentire” più che a vedere.
Dopo l’incontro di preparazione con le guide, gli alunni, accompagnati dalle professoresse Castello, Patané, Piccolo e Renzi, hanno avuto modo di “toccare con mano” le riproduzioni in miniatura di famosi edifici e monumenti di Catania e del mondo, creati per permettere ai ciechi di godere delle bellezze dell’arte, e quindi di osservare alcune opere ottico-tattili realizzate per far “vedere” i quadri e cogliere la tridimensionalità di una immagine pittorica attraverso il tatto. In una seconda fase i ragazzi hanno conosciuto il giardino sensoriale, piccola oasi di verde dove hanno potuto sperimentare nuove percezioni di tatto e udito attraversando un percorso tattilo plantare, a turno, bendati, affidandosi ad un compagno in funzione di guida. Gli alunni, quindi, a partire dal metodo Braille utilizzato per la scrittura e la lettura, hanno avuto modo di utilizzare gli oggetti e gli strumenti, anche tecnologici, adoperati dai non vedenti nel quotidiano. A fine visita, forse il momento più toccante: in piccoli gruppi sono entrati nel “Bar al buio”, un ambiente totalmente privo di luce dove sono stati guidati da un non vedente per comprendere cosa si provi nell’affidarsi “ciecamente“ ad un altro. Un’esperienza formativa di grande impatto emotivo, in definitiva, che alla conoscenza di una realtà quotidiana ai più ignota aggiunge, soprattutto, una chiave di lettura della vita orientata al “percepire” in profondità se stessi e gli Altri, sicuramente alternativa ad una società, quella in cui viviamo, attenta più all’apparire che all’essere, all’essere visti e non al saper sentire ed osservare.