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A spasso per Catania medievale

A spasso per Catania medievale

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A spasso per Catania medievale

Viaggiare, visitare altri paesi, conoscere culture diverse sono esperienze che arricchiscono cuore e mente. Accade, tuttavia, non di rado, che altrettanto affascinante e inattesa si riveli la scoperta di storie e luoghi sconosciuti, proprio a pochi passi da casa. È questa la sensazione vissuta in questi giorni dai ragazzi delle prime classi della “Maiorana” che, guidati dalla competenza di Matilde Russo, hanno percorso le strade della nostra città alla ricerca delle tracce, spesso poco visibili, della Catania medievale. A due, tre isolati dalla scuola i ragazzi, così, si sono presto imbattuti nella chiesa di piazza Santa Maria del Gesù, dove in età tardo medievale si insediò un convento di Frati Francescani dotato di un chiostro che, da poco restaurato, rappresenta oggi un nobile esempio di recupero di una parte della storia della città. La visita alle mura cinquecentesche, anch’esse recuperate grazie all’interessamento degli abitati dell’Antico Corso, ha, poi, coinvolto gli studenti, sorpresi nello scoprire quanto poco esteso, rispetto ad oggi, fosse il tessuto urbano di Catania che, profondamente modificato già dopo il terremoto del 1693, solo in pochi tratti, abilmente illustrati dalla guida, conserva ancora le stradine strette e tortuose tipiche dell’età medievale. Sorprendente è stato anche scoprire, al di là del prevalente aspetto settecentesco del duomo, gli elementi strutturali e decorativi di epoca normanna che risalgono alla fondazione della cattedrale, così come è stato interessante ritrovare, dietro la facciata ottocentesca di Palazzo della Cultura, il loggiato ed il balcone di palazzo Platamone alla marina, già situato tra il porto Saraceno ed il porto Pontone, i due più importanti approdi della Catania medievale. Non poteva, infine, mancare la visita all’imponente Castello Ursino che, benché conosciuto, è apparso in una nuova luce, immaginato, come doveva essere al tempo di Federico II, affacciato sul mare e collocato, rispetto al piano di campagna, ad una quota ben più alta di quanto lo sia oggi. Un percorso, in definitiva, coinvolgente in cui arte, storia e conoscenza, mai fine a se stessi, diventano premesse utili e necessarie per imparare a rispettare con sempre maggiore consapevolezza la propria città.